Ubuntu Onlus - Frazione di Roata Canale

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PROGETTO MIGRANTI

PREMESSA

Il Progetto Migranti, ideato dall’Associazione Ubuntu Onlus in collaborazione con la Diocesi di Cuneo e l’Associazione LVIA, intende promuovere i principi dell’accoglienza e dell’integrazione sociale in favore dei
richiedenti protezione internazionale.
I principi dell’accoglienza non possono limitarsi ad offrire cibo ed alloggio ma devono tradursi in azioni volte alla riconquista della dignità e dell’autonomia personale, grazie ad un’accoglienza “integrata e formativa”, resa possibile dalla collaborazione con la comunità locale, gli Enti e i servizi preposti.
Il Progetto Migranti intende promuovere e sviluppare l’attività di accoglienza profughi intesa come modello pilota di buona pratica che possa dare un importante contributo a una trasformazione sociale responsabile della comunità cuneese, allargandone la prospettiva culturale dal locale al globale attraverso l’educazione e la promozione di nuove forme di cittadinanza attiva, di solidarietà e di integrazione sociale.
In quest’ottica, le persone accolte diventano soggetti attivi di un “cambiamento sociale di integrazione”, e non semplicemente beneficiari “passivi” di interventi predisposti in loro favore dallo Stato Italiano (in
quanto l’Italia è uno degli Stati Europei firmatari della Convenzione di Ginevra nel 1951). L’Associazione Ubuntu Onlus ha nei propri fini istituzionali quello di favorire la costruzione di un mondo più
giusto e solidale in cui sia promossa e difesa la dignità di ogni persona e sia garantito il godimento delle libertà e dei diritti fondamentali, in collaborazione con tutti coloro, istituzioni o singoli individui, che
condividono gli stessi obiettivi.
L’obiettivo generale del progetto consiste nell’accompagnare i cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale in un percorso graduale volto alla (ri)conquista dell’autonomia individuale all’interno del
nuovo contesto.
Pur consapevole degli oggettivi limiti strutturali del sistema nazionale di accoglienza, che resta ancora in gran parte emergenziale, imputabili anche al flusso sempre più consistente di richiedenti asilo che
approdano sulle sponde italiane del Mediterraneo, l’Associazione mira a un’accoglienza che non si traduca in un mero assistenzialismo volto a soddisfare i bisogni primari di questa particolare categoria di migranti
durante il lungo iter della domanda di asilo, ma che rappresenti al contrario un supporto reale e proattivo affinché i soggetti in questione possano tornare in possesso dei propri percorsi esistenziali.
Ubuntu Onlus si impegna, nei limiti del possibile, a far sì che la lunga attesa dell’audizione presso la Commissione Territoriale non sia una sterile ed estenuante anticamera ma, al contrario, un’opportunità per
formarsi e familiarizzare con il nuovo contesto; che i centri di accoglienza non siano spazi separati dal territorio e ghettizzanti, ma, al contrario, diventino centro di attività e iniziative socio-culturali di interesse
per tutta la comunità; che, infine, la vicinanza tra popolazione locale e immigrata non sia una mera contiguità fisica, ma che si trasformi in un’occasione di scambio e conoscenza reciproca.
Al fine di raggiungere tale ambizioso obiettivo generale, con il presente progetto l’Associazione Ubuntu Onlus si pone tre obiettivi specifici:
Supporto: sarà cura dell’Associazione provvedere al benessere fisico, psichico e sociale dei beneficiari del progetto durante l’intera durata dell’iter di richiesta di protezione internazionale e di garantire loro le
migliori condizioni affinché possano far fronte alla lunga e complessa procedura nella maniera più serena e consapevole, avendo a disposizione tutti gli strumenti e i supporti necessari per affrontare al meglio i
diversi passaggi che questa prevede.
In-formazione: l’Associazione intende, inoltre, fornire ai beneficiari del progetto informazioni utili per comprendere e per sapersi meglio orientare all’interno della realtà nazionale e soprattutto locale nella
quale sono stati accolti. Ubuntu Onlus inoltre si prefigge lo scopo di garantire ai soggetti in questione opportunità di formazione o di riqualificazione professionale che li possano favorire nella ricerca
di un’occupazione remunerata.
Integrazione: altro scopo fondamentale dell’Associazione è quello di favorire processi di mutua conoscenza e di scambio tra i cittadini cuneesi e i cittadini stranieri richiedenti asilo ospiti del territorio provinciale, in maniera tale da ostacolare l’insorgere di attriti e tensioni dovuti a stereotipi infondati, incoraggiando al contrario l’avvicinamento e la comprensione reciproca, necessario preludio di ogni convivenza pacifica.

CARATTERISTICHE DEL PROGETTO

L’Associazione Ubuntu Onlus intende accogliere, in una prima fase, 24 richiedenti asilo presso la “Casa Opere Parrocchiali” in località Roata Canale (CN) e si impegna a garantire il servizio di pulizia giornaliero
delle strutture e il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti secondo le regole del comune di residenza dei beneficiari del progetto. Per il servizio di ristorazione, l’Associazione prevede di appoggiarsi all’impresa individuale che gestisce il Circolo ACLI situato nello stesso stabile. I pasti, preparati nella cucina del Circolo ACLI, potranno essere consumati nel relativo locale ristorante oppure presso la struttura abitativa situata ai piani superiori. Sarà possibile concordare vivande e quantità direttamente con gli ospiti delle strutture, entro i limiti imposti dalla ragionevolezza e dal budget. Le prescrizioni e le interdizioni alimentari dettate dal credo religioso verranno sempre rispettate, sia per quanto riguarda la scelta degli alimenti (in presenza di Musulmani si evita, per esempio, la carne di maiale), sia per quanto concerne gli orari di somministrazione dei pasti (questi, per esempio, possono essere consumati dopo il tramonto dai Musulmani osservanti durante il periodo di Ramadan).
Nel caso non fosse possibile utilizzare i servizi offerti dal Circolo ACLI si troveranno soluzioni alternative presso fornitori di pasti precotti presenti nelle vicinanze (AMOS, Markas, Gesap).
L’Associazione, inoltre, prevede di utilizzare appezzamenti di terreno agricolo da adibire ad orti, i cui prodotti di stagione, a chilometro zero coltivati in a cura degli stessi beneficiari, possono integrare la dieta
degli ospiti delle diverse strutture.
L’Associazione provvederà alla biancheria per la casa (tovaglie, lenzuola, copricuscini, federe, coperte e asciugamani) e ai prodotti per l’igiene personale (sapone di Marsiglia, spazzolino, dentifricio, saponetta,
shampoo, lametta da barba), di cui gli ospiti verranno riforniti a richiesta e nei limiti della ragionevolezza.
Per quanto riguarda il vestiario, i beneficiari del progetto di accoglienza verranno dotati di indumenti e di scarpe secondo le esigenze di ciascuno, valutate dagli operatori al momento dell’accoglienza degli ospiti in struttura. Nel fornire questo servizio, l’Associazione si appoggerà al bisogno ai centri di raccolta e smistamento di abiti usati, presenti sul territorio comunale. Il vestiario sarà rinnovato ogni qualvolta se ne
presenti la necessità, sia per ragioni contestuali (per esempio il cambio di stagione), sia per esigenze individuali (usura e/o deterioramento di abiti e scarpe, necessità di indumenti di un certo tipo per poter
svolgere attività particolari, ecc…).
Nel rispetto delle normative vigenti, l’Associazione si impegnerà ad erogare il pocket money, pari a Euro 2,50 pro capite/pro die, attraverso una ricarica mensile della carta POSTEPAY attivata per ciascuno dei
beneficiari del progetto.
L’Associazione si impegna inoltre a erogare una tessera/ricarica telefonica di Euro 15,00 all’ingresso della persona nella struttura.
Inoltre, al fine di agevolare le comunicazioni tra gli ospiti e le persone care rimaste nei Paesi d’origine, l’Associazione provvederà a stipulare abbonamenti internet che consentano la navigazione wi-fi e
che dunque permettano agli ospiti di rimanere quotidianamente e gratuitamente in contatto con familiari ed amici.
L’Associazione Ubuntu Onlus potrà contare su un’equipe in grado di comunicare agevolmente nelle principali lingue veicolari (inglese, francese e spagnolo). Del gruppo di lavoro potranno inoltre far parte uno
o più operatori originari delle aree geografiche di provenienza dei richiedenti asilo, capaci di comunicare in alcune delle lingue locali.
In caso di necessità, inoltre, l’Associazione potrà avvalersi della collaborazione ad hoc di mediatori culturali e interpreti operanti e già noti sul territorio di Cuneo, di cui provvederà a stilare una lista e che verranno contattati al bisogno in modo da assicurare a tutti i beneficiari del progetto di accoglienza una traduzione precisa e puntuale, almeno nei momenti cruciali del loro iter di richiesta di asilo politico.
L’Associazione si impegna a informare i beneficiari del progetto in merito alle fasi della procedura di riconoscimento della protezione internazionale, alla normativa italiana ed europea in materia di asilo e di
ricongiungimento familiare, ai diritti e doveri sanciti dall’ordinamento italiano e ai programmi di rimpatrio assistito e volontario. Tali informazioni, fondamentali per poter affrontare l’iter di richiesta d’asilo in
maniera consapevole, verranno fornite in occasioni di incontri, gestiti dagli stessi operatori del centro di accoglienza, che a loro volta si terranno costantemente aggiornati sulle materie di cui sopra attraverso
incontri di formazione e auto-formazione, al fine di essere in grado di dare sempre risposte precise e aggiornate ai dubbi degli ospiti.
L’Associazione collaborerà in maniera serrata con uno studio legale di Cuneo, il quale seguirà tutte le pratiche legali dei richiedenti asilo politico. L’Associazione avrà la possibilità, dunque, di rivolgersi allo
studio per dirimere i casi controversi.
I beneficiari del progetto verranno inoltre accompagnati da un operatore dell’Associazione e/o da un interprete durante tutti i passaggi cruciali dell’iter di richiesta di protezione, comprese le audizioni presso la
Commissione Territoriale e i ricorsi presso il tribunale di Torino.
Nel caso ci siano i requisiti per un ricongiungimento familiare, l’Associazione, con il supporto dello studio legale di cui sopra, assisterà il soggetto in questione all’espletamento della procedura.  In occasione di ogni passaggio importante (appuntamenti in Questura, visite mediche, eventuali incontri con i Servizi Sociali, inserimento scolastico, colloqui con l’avvocato di riferimento, ecc…), l’Associazione
assicurerà l’accompagnamento da parte degli operatori dell’equipe e/o di interpreti contattati appositamente, in modo da garantire ai beneficiari del progetto la corretta comprensione dei suddetti
passaggi, limitando per quanto possibile fraintendimenti o intendimenti parziali, che rischiano di suscitare o acutizzare stati di confusione e di spaesamento.
L’Associazione, inoltre, collaborerà in maniera continuativa e strutturata con un’equipe di antropologi i quali, grazie alla loro specializzazione certificata in antropologia medica, etno-psichiatria e mediazione
etnoclinica, saranno in grado di garantire una mediazione mirata a fronte di situazioni critiche sotto il profilo sanitario, di monitorare i casi a rischio e di accompagnare i beneficiari del progetto di accoglienza
che ne avessero la necessità nei loro percorsi di guarigione (fisica o mentale). Gli antropologi, in collaborazione con gli operatori della struttura, si occuperanno di coadiuvare i richiedenti asilo politico nella
ricostruzione e trascrizione delle proprie biografie individuali e nella raccolta di materiale documentario a sostegno delle testimonianze prodotte in vista dell’audizione presso la Commissione Territoriale o dei
ricorsi in giudizio in caso di diniego.
A seguito dell’iscrizione dei richiedenti asilo al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), l’Associazione si incarica di individuare il medico di base di riferimento per i beneficiari del progetto, i quali verranno accompagnati alle visite mediche, in particolare quelle specialistiche, da personale dell’Associazione in grado di garantire una buona traduzione o, in alternativa, da interpreti appositamente contattati. Gli antropologi culturali potranno altresì provvedere, nei casi più critici, ad una mediazione più mirata sia nell’ambito bio-medico sia in quello della salute mentale, oltre che ad un monitoraggio attento delle situazioni più delicate e a rischio, in modo da consentire, eventualmente, interventi tempestivi ed efficaci.
Ubuntu Onlus organizzerà corsi di alfabetizzazione (6 ore settimanali) e di lingua italiana (12 ore settimanali), tenuti da insegnanti con pregressa e certificata esperienza nell’insegnamento dell’italiano agli
stranieri. Ai beneficiari del progetto verranno forniti quaderni, penne e matite per agevolare l’apprendimento.
L’Associazione inoltre si impegna a garantire l’accesso e la frequenza ai corsi di apprendimento e di approfondimento della lingua italiana presso strutture terze ai soggetti che manifesteranno interesse.
All’arrivo del nuovo ospite, verrà redatta una scheda personale in cui verranno indicati, tra le altre informazioni, anche il livello di istruzione, il possesso o meno di certificazione scolastica, le attività svolte
nel corso della vita lavorativa, le competenze/capacità acquisite e le aspettative.
Sulla base di questi dati, saranno individuate le proposte formative più adeguate a coloro che si dichiareranno interessati, ovviamente nell’ambito delle possibilità offerte dal territorio provinciale ed entro
i limiti imposti dal budget. Allo scopo di favorire la riqualificazione professionale dei beneficiari, l’Associazione collaborerà attivamente con le principali agenzie di formazione operanti nel Cuneese, come
En.a.i.p (Ente Acli Istruzione Professionale), CNOS-FAP (Centro di Formazione professionale Salesiano), oltre che con gli Istituti Scolastici di Cuneo, interessati a promuovere iniziative formative gratuite rivolte a richiedenti asilo politico (ad esempio, incontri di alfabetizzazione informatica).
Al fine di favorire tali percorsi formativi, l’Associazione si preoccuperà di pianificare in maniera meticolosa gli spostamenti dei partecipanti ai corsi. Nel caso che questi prevedano l’utilizzo di mezzi pubblici, i soggetti interessati saranno debitamente informati su orari e fermate degli autobus e una parte consistente delle spese di viaggio – che varia a seconda dell’importo – verrà rimborsata dall’Associazione. Quest’ultima si impegna inoltre a fornire tutti i materiali indispensabili alle attività formative. Inoltre, nel caso in cui l’iscrizione ai corsi richieda specifiche certificazioni del percorso scolastico (è il caso di corsi universitari o di corsi professionali che rilasciano una qualifica diversa dall’attestato di frequenza), l’Associazione si impegnerà ad assistere i beneficiari del progetto nelle procedure di riconoscimento dei titoli di studio conseguiti all’estero.
Lo scopo del corso per migranti adulti è di contribuire alla costruzione di un’ossatura su cui fondare l’apprendimento della lingua italiana in un difficile contesto di disagio e precarietà. Nel far ciò, gli insegnanti
si ispireranno alla mission dell’Associazione che consiste nel creare una struttura di prima accoglienza particolarmente attenta all’uomo inteso come individuo – e non come parte di una massa indistinta di
indesiderati – che ha particolari esigenze e bisogni primari, qualità e talenti e anche precisi diritti e doveri. I corsi di lingua attivati all’interno delle strutture stesse dell’Associazione, dunque, presteranno particolare attenzione alla storia personale di ognuno, alla percezione del contesto e all’educazione civica e non esclusivamente ai risultati attesi in termini di apprendimento linguistico, col preciso intento di contribuire a creare i presupposti per una integrazione non solo linguistica ma anche culturale nella comunità. I corsi verranno organizzati in maniera flessibile e potranno subire variazioni di struttura e di programma, a seguito dell’insita instabilità del percorso di accoglienza che richiederà una continua ridefinizione degli obiettivi e degli strumenti per raggiungerli.
Se la dignità passa attraverso il lavoro, insegnare a fare un nuovo mestiere è il primo passo per restituire dignità ai richiedenti asilo.
Oltre alla coltivazione di orti che, come accennato sopra, si avvarranno della collaborazione di agricoltori che indirizzeranno il lavoro dei migranti esercitando così una formazione pratica sul campo, verranno
attivati laboratori artigianali per la formazione e la produzione di manufatti in vari ambiti, quali sartoria, tessitura, ceramica, cesteria, intaglio del legno, in collaborazione con artigiani cuneesi, che offriranno ai
richiedenti asilo la possibilità di approcciarsi a mestieri che molto spesso rischiano di essere abbandonati. In un’ottica di sempre maggior integrazione nel tessuto sociale locale, i laboratori saranno aperti anche ai cittadini italiani che lo desiderassero.
L’obiettivo dei laboratori è, a breve termine, quello di favorire l’integrazione e lo scambio tra gli abitanti della zona e i richiedenti asilo. Dopo un primo periodo di preparazione, i vari laboratori potranno tentare di inserirsi sul mercato vendendo i prodotti creati dagli studenti sia attraverso il passaparola che grazie a un nuovo portale di e-commerce.
Inoltre, in un secondo tempo potranno essere prese in considerazione altre tipologie di attività lavorative come: manutenzione di aree verdi, pulizia e manutenzione di aree boschive, sentieri e canali di scolo,
allevamenti di apicoltura, raccolta e trasformazione di erbe, frutti e fiori spontanei, in collaborazione con le Amministrazioni Comunali della zona ed Aziende del settore.
Accanto alle attività formative e lavorative, saranno promosse una serie di iniziative culturali, ricreative e sportive, anch’esse aperte ai cittadini italiani che desidereranno partecipare, consistenti in: laboratori e
spettacoli teatrali, corsi di apprendimento musicali e realizzazione di concerti, laboratori di danza, cineforum, cene etniche, mostre, dibattiti e scambi con gruppi giovanili (in particolare appartenenti al
mondo dello scoutismo), partecipazione a tornei di calcio o altri sport di squadra a livello amatoriale, ecc.
Agli ospiti verranno proposte anche attività di volontariato sul territorio provinciale. A titolo puramente esemplificativo, potranno essere attivate attività formative con gli Istituti Superiori per la realizzazione di
laboratori didattici, dove i richiedenti asilo potranno intervenire in qualità di formatori, portando la loro esperienza diretta ai giovani studenti. Anche con gli Istituti Alberghieri della provincia potranno essere
avviate delle collaborazioni sul tema del cibo, uno dei veicoli più efficaci di integrazione culturale. Infine, un altro genere di impegno volontario potrebbe essere l’inserimento dei richiedenti asilo all’interno dei
programmi di insegnamento delle lingue inglese e francese negli Istituti Superiori.
L’Associazione è pienamente cosciente che, se l’obiettivo generale è quello esposto in apertura, ossia di supportare i richiedenti protezione internazionale nel loro percorso di riconquista dell’autonomia, non può che lavorare in stretta collaborazione con il territorio e i suoi attori, pubblici e privati.
Sula base di questa consapevolezza, Ubuntu Onlus investirà molto nella creazione di una rete territoriale, che dovrà tendere ad ampliarsi nel corso del progetto, in quanto un’accoglienza che voglia superare le
logiche della mera assistenza, non può essere competenza dei soli enti gestori, ma deve diventare responsabilità condivisa da tutta la comunità.

I soggetti con i quali Ubuntu Onlus prevede di lavorare, almeno nella prima fase di avvio del progetto, in maniera assidua e strutturata sono i seguenti:
Prefettura di Cuneo
Questura di Cuneo
Forze dell’Ordine: Polizia e Carabinieri
ASL CN1
Amministrazione Comunale di Cuneo
Diocesi di Cuneo
Parrocchia Natività di Maria SS (Spinetta)
Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro
Associazione LVIA
Istituti Scolastici Superiori e reti collegate
Reti di Associazioni e Cooperative Sociali attive nell’accoglienza degli stranieri richiedenti asilo
Associazioni di migranti presenti in Provincia di Cuneo
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